About lacimetta

English teacher, mum, blogger, interested in Web 2.0 and its impact on learning, education & literature.

FINE ANNO!!

Un altro anno scolastico si sta concludendo, fuori c’è il sole, fa caldo e come sempre, tra una relazione e programmazione finale e l’altra mentre i ragazzi affollano le gelaterie, per noi prof è tempo di bilanci. Un anno fa i miei studenti di quinta alla cena di matura mi regalarono il plastico della mia scuola ideale.

STA_2546STB_2547STD_2549Ancora non ho l’Aula Materia, dopo un anno non ci sono ancora le tende dell’aula con la Lim e il sole continua a fare impazzire lo schermo; tante cose sono migliorate ma il sogno rimane. Non si vive forse per continuare a sognare? Noi prof in questo siamo fortunati.
A fine anno, quando prevale la stanchezza e gli scrutini a volte lasciano l’amaro in bocca perché tutto un anno di lavoro sembra ridursi ad un numeretto più o meno soddisfacente sul tabellone, è facile farsi prendere dallo sconforto e vedere il bicchiere mezzo vuoto: “Non sono riuscita a fare questo o quello”, “avrei potuto”, “avrei voluto” … invece poi, scrivendo e ripercorrendo tutti quei giorni e tutti quegli argomenti delle lezioni sul registro elettronico si ritorna a sorridere e ci si rende conto di quante belle cose si siano realizzate con i nostri ragazzi.
Ad inizio anno, dopo il corso di aggiornamento sull’uso degli iPad e delle nuove tecnologie ad Harvard mi ero prefissa di lavorare per il CAMBIAMENTO. E’ bello rileggere i vecchi post che documentano tutto questo mio processo e cammino.

Certo non ho fatto molte cose, il wi-fi ancora non c’è e gli iPad in classe non li ho potuti usare, ma vorrei fare il punto della situazione per “visualizzare” il positivo realizzato. Così, in modo informale ma scientifico, per condividerlo anche con voi, studenti, colleghi e genitori magari.

  1. Volevo sperimentare la Flipped Classroom o classe rovesciata e ci sono riuscita con la mia 5E. Ecco la Flipped Classroom into action. Non contenta, ho seguito il corso online sulla Didattica Capovolta e ho imparato molto, sopratutto scambiando esperienze e idee con colleghi più e meno esperti. Ringrazio i fantastici docenti formatori Maurizio Maglioni, Fabio Biscaro, Anna Pia Marsico e Romina Papa. 
  2. Volevo consolidare il mio Professional Network, elemento ormai fondamentale nella nostra carriera e professione per l’auto aggiornamento continuo e tra Twitter e i vari gruppi quali Insegnanti2.0 - presente anche come gruppo su Facebook – e  La classe Capovolta, ho avuto l’opportunità di collaborare condividendo materiali, scrivendo sul loro portale e partecipando al meraviglioso convegno HighTechSchool a Bassano del Grappa, di cui c’è anche sintesi in un video che mi ha ridato speranza nella possibilità del cambiamento anche qui in Italia.
  3. Volevo mettermi alla prova, io che di natura sono timida e riservata, condividendo la mia esperienza didattica come formatrice e sono stata inserita nell’elenco del Polo Formativo de F.V.G. e invitata come relatrice a Udine in occasione del DIGITAL DAY  al convegno Scuola Digitale FVG. Ecco il mio intervento 

4. Tuttavia la cosa più straordinaria restano sempre e comunque le conquiste quotidiane realizzate in classe con i ragazzi, cui vorrei ricordare che hanno appreso insieme a me:

  • ad usare un learning management system (LMS): Schoology; ambiente di apprendimento protetto e sicuro dove i ragazzi possono interagire tra loro e con l’insegnante. Tra alti e bassi, delusioni e momenti di esaltazione, abbiamo iniziato; certo c’è molto cammino da fare per vincere la pigrizia ;)
  • a scrivere commenti sul Blog della docente; è time consuming per me leggerli tutti ma essendo comunicazione “reale”, non c’è nulla di più interessante da leggere per una prof, rispetto ad altre tipologie di test noiosi.
  • a creare “digital objects” come alternative al classico Book Report: siete stati grandiosi nel modulo sul Recycling o sui Social Networks, per non parlare dei vostri lavori sullo stage linguistico a Broadstairs e i vostri lavori creativi su Romeo&Juliet.  E potrete riguardarli e condividerli in ogni momento e con chi desiderate, questo è la grandezza dei lavori digitali! Forse ora non vi interessa nulla, desiderate soltanto delle meritate vacanze ma tra un po’ vi farà piacere riguardare i vostri achievements e magari anche sorridere ai vostri PowToon :)
  • a dare feedback immediato sottoforma di quiz o questionari, sondaggi usando Kahoot (smart student response system): Ci siamo divertiti davvero tanto e anche il ripasso di letteratura sui War Poets o su Beckett è stato piacevole.
  • a creare presentazioni usando Prezi dopo avere “scelto” e visto interessanti talks di argomenti di attualità o scientifici da TedTalk; se penso che anni fa qualcuno di voi arrossiva a parlare davanti agli altri e ora sembra uno speaker professionista ….
  • a creare questionari on line (Kahoot) ed effettuare questionari on line (QuestBase );
  • ad usare GoogleDoc. per condividere materiali e inoltrare writings.

Beh, che dire, potevo fare più grammatica – non so perché ma emerge  questo dato dai questionari anonimi di feedback che somministro sempre a fine anno, quando invece durante l’anno ad ogni scheda di grammatica sono brontolii e sguardi annoiati – potevo scegliere altri argomenti … sì potevo ma il tempo è quello che è e non si può fare tutto. Bisogna SELEZIONARE contenuti, attività, priorità e anche accontentarsi. Ho imparato con gli anni.

Last but not least, sono ora pronta per andare ad aggiornarmi due settimane a Cambridge alla Bell School, il mio premio per avere vinto il concorso nazionale PREMIO IANTORNO  per la didattica delle lingue usando le nuove tecnologie (che poi nuove non sono più!). Vi avevo partecipato così, senza darvi importanza pensando “come sempre” – story of my life – di non essere così meritevole e brava, quindi questa mia soddisfazione è ancora più gradita in quanto inaspettata e straordinaria per la mia autostima! Dico sempre ai miei studenti “believe in yourself” ma loro sanno che ciò vale anche per me ;)

Buone vacanze a tutti e buoni esami ai miei studenti di 5E e ai miei cari colleghi impegnati come me l’anno scorso.

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cimy

5E Into the Wild

“IF YOU WANT SOMETHING IN LIFE REACH OUT AND GRAB IT.”

I think the best way to conclude our academic year is by watching a great movie by the director Sean Penn.( Mystic River 2003, Milk 2008, Dead Man Walking 1995). It took him 10 years to make this movie since he had read the novel & was fascinated by it.

The movie won the première film prize at Rome Cinema Festival in 2007 and it was plurinominated at the Golden Globe Awards where Eddie Vedder with the song” Guaranteed” won the Best Original Song – Motion Picture. The soundtrack is really unforgettable. I never get tired of listening to it!

The movie is based on the BOOK Into the Wild (1996), the biography of Christopher McCandless, (an American wanderer who adopted the name Alexander Supertramp and hiked into the Alaskan wilderness with little food and equipment, hoping to live a period of solitude. Almost four months later, he died of starvation near Denali National Park and Preserve) written by the American writer and mountaineer Jon Krakauer. The book is an expansion of “Death of an Innocent”, an article also by Jon Krakauer that appeared in the January 1993 issue of Outside.

PLOT: Chris McCandless (Emile Hirsh) is a smart college graduate but one with altruistic dreams. Chris decides instead of following the routine, he’d rather give his life savings to charity (in beneficenza), burn all of his identification, and hitchhike (fare l’autostop) across America trying to get to Alaska desiring to escape society and get back to nature & wilderness. He hitchhikes, hops trains, and hangs out with hippies. He also works briefly with a farmer and is befriended  by a widowed leather worker. He enjoys his liberating freedom, but his parents worry that they don’t know where he is and are crushed (heartbroken) by his disappearance. Chris makes it to Alaska, where he delves further into nature. He hikes out to a far and remote campsite and discovers an abandoned bus. He decides to set up life there and manages to survive there for a few months living off the land- living his version of the American Dream. But as his supplies dwindle (decrease) he becomes trapped by the land he so valiantly sought out leading to tragedy.

Download & print the PDF INTO THE WILD

Rassegna stampa italiana.

Here’s the video of the song Society by Eddie Vedder.

Here’s the trailer of the movie:

I hope this last movie will make you “think” rather than “judge”, ‘cause it’s a story about men’s endless SEARCH FOR HAPPINESS and I’d like to end with a quotation that contains the very essence of this quest: “I’m going to paraphrase Thoreau here… rather than love, than money, than faith, than fame, than fairness… GIVE ME THE TRUTH”. • HAPPINESS ONLY REAL WHEN SHARED ( La felicità esiste solo se condivisa)

Recensione in Italiano particolarmente significativa di Massimo Rota dalla rivista di cinema  I Duellanti

La storia – La vera storia di Chris McCandless il quale, dopo la laurea, abbandona auto, soldi e famiglia per mettersi in viaggio e raggiungere in solitaria l’Alaska. Perché nell’aprile del 1992 Chris McCandless, un ragazzo di buona famiglia della costa orientale degli Stati Uniti, raggiunse l’Alaska in autostop e affrontò a piedi e da solo le terre selvagge a nord del monte McKinley, finendo malissimo sedici settimane dopo? A questa domanda ha cercato di dare una risposta Jon Krakauer, prima con un articolo di novemila parole per la rivista Outside, poi con il libro Nelle terre estreme. Che ha fatto del ragazzo e della sua decisione di mollare identità, famiglia e civiltà per “entrare” nella natura, una leggenda per camminatori, un argomento di discussione fra alpinisti, un punto di riferimento per ecologisti arrabbiati… L’aura che si è creata intorno alla sua figura è dovuta soprattutto al fatto che lui dalla foresta non è più uscito e che vicino al suo corpo è stato ritrovato un diario. Commovente e lucida testimonianza della vita di un ventiquattrenne appassionato lettore di Thoreau, London e Tolstoj (del quale sottolineava passi come questo: «Volevo il movimento non un’esistenza quieta. Volevo l’emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore»). Su questa storia che pone in primo piano l’eterno fascino che suscita il selvaggio, l’inesplorato nell’immaginario americano, il rifiuto del sistema di vita che impone una società capitalistica, il desiderio della contemplazione e della purezza, Sean Penn ha girato Into the Wild dove risuona inesorabile e limpida la voce della natura, il canto viscerale del primitivo che è identico a quello che risucchiava il cane Buck in Il richiamo della foresta (in originale The Call of the Wild). Trentasei location per portare in scena un clamoroso rifiuto della psicologia sostituita dal ricorso al primordiale, perciò tutti i personaggi che si affannano a cercare le motivazioni del ragazzo non ottengono risposte. Qui c’è solo un urlo contro l’omologazione della società di massa che si fa istinto, per questo il tempo umano non ha più senso e Chris può permettersi due anni di vagabondaggi alla ricerca di un’esperienza pura e trascendentale, non vivendo mai lo strazio di un distacco. (…) Penn disegna un personaggio inafferrabile, prigioniero di un sogno impossibile: «Datemi la verità, invece che amore, denaro e fama» scriveva Thoreau in Walden, ovvero La vita nei boschi (uno dei libri ritrovati vicino alla sua salma). Imbizzarrito come il suo personaggio il regista, per tenere a bada l’incandescente materia, si serve di uno sguardo morbido e preciso: movimenti di macchina plastici sotto un cielo e in uno spazio incombenti contribuiscono all’intento mimetico e filosofico del racconto. A rendere chiaro il processo di Chris verso uno stato naturale e primitivo, in una sorta di palingenetico e indimenticabile congiungimento alla madre Terra.

ASSIGNMENT (after watching the movie): How would you relate this movie and book to your life? Do you share any of Mc Candless’ values or ideals, and if yes what? Do you think this kind of attitude and social criticism may be applied also to our Italian contemporary society? Choose one of Mc Candless’s quotes you particularly like to discuss in class. (final oral testing ;)

See you