About lacimetta

English teacher, mum, blogger, interested in Web 2.0 and its impact on learning, education & literature.

Convegno Nazionale Classe Capovolta ROMA 13 Febbraio

Sono sulla Freccia Azzurra, in rientro da Roma dove ho fatto da relatrice, come docente della Scuola Secondaria di Secondo Grado, al primo CONVEGNO NAZIONALE sulla  CLASSE CAPOVOLTA.

La conferenza era ospitata presso la fondazione Mondo Digitale e organizzata dall’associazione FlipNet e dalla vulcanica energia del suo Presidente, il prof. Maurizio Maglioni, docente di Chimica di Roma e autore, con Fabio Biscaro, del volume edito da Erickson, La classe Capovolta,2014.IMG_2077

E io, docente di inglese del lontano FriuliVeneziaGiulia, cosa ci facevo nella capitale? Beh, ora ve lo racconto affinchè anche voi, cari studenti, genitori e amici, possiate capire il potere aggregante e formativo della rete e delle nuove tecnologie. Chi mi conosce sa che da sempre sperimento l’uso delle tecnologie nell’insegnamento dell’inglese, all’interno di un approccio Humanistic. E’ dal lontano 1997 che uso il Blog per l’insegnamento della letteratura inglese e dell’attualità in modalità che oggi il prof. Rivoltella definirebbe E.A.S. – Episodi di Apprendimento Situato – (durante il confortevole viaggio in treno ho finito di leggere il suo interessantissimo volume Fare Didattica con gli EAS) e che io definivo semplicemente Blended Learning (apprendimento misto) a modo mio. Purtroppo quel mio primo blog, creato con iWeb e ospitato allora sulla piattaforma Apple mobileme, è stato dismesso da Apple e non ve ne è più traccia, se non sul mio vecchio pc. Sono migrata quindi sul presente WordPress.

Nella mia continua ricerca di nuove strategie didattiche che coinvolgessero maggiormente i miei studenti e stimolassero la mia creatività, ho continuato ad aggiornarmi (a mie spese come è consuetudine qui in Italia e nel mio tempo libero, sì anche inteso come vacanze estive) e ho seguito due corsi negli U.S.A. e qualche MOOC (Massive Online Open Course). E’ così che, leggendo i libri dei guru della Flipped Classroom Bergmann & Saams e interagendo on-line su Facebook e Twitter con colleghi d’oltreoceano e non solo, che ho iniziato a sperimentare questa metodologia nella mia classe quinta; gradualmente, con buon senso, grande umiltà e senso critico. Ho quindi documentato la sperimentazione sul mio Blog, per non dimenticare i vari passaggi e riflessioni, per avere feed-back da altri colleghi – cosa difficile e rara qui in Italia – e per fare chiarezza nel mio percorso.

Ecco che il prof. Maurizio Maglioni, nella sua ricerca di docenti italiani preparati e coinvolti in questo tipo di didattica, mi ha per così dire … scovata. E’ iniziata una collaborazione virtuale che mi ha portato a condividere idee, tecnologie ed esperienze nel gruppo FaceBook “La classe Capovolta”. Avrei potuto fare da formatrice nel corso di formazione on-line “Capovolgere i Bes” ma un problemai di salute (ora risolto!) mi ha portata a fare scelte diverse e a continuare invece nella mia sperimentazione sul campo. Tutta questa premessa per spiegare come sono finita proprio io, docente di inglese della piccola città di provincia Pordenone, lontana 600 km dalla capitale, a fare da relatrice al convegno La Classe Capovolta.

Al convegno c’erano 200 docenti di scuola elementare, media e superiore, di tutte le materie e da varie città, venuti dalla Sicilia, dal Piemonte, dalla Lombardia, Emilia-Romagna … per formarsi, per sentire qualcosa di nuovo, per migliorare la loro professionalità e magari ridare quell’entusiasmo che col tempo rischia di affievolirsi, specie considerando le grandi “gratificazioni” e premi che ricevono i docenti più motivati dall’istituzione Scuola ;) Questa palpabile voglia di fare, di capire, di cambiare  mi da speranza e dovrebbe fare riflettere i nostri politici e Ministri che si susseguono, senza che nulla mai sembri cambiare. Ma qualcosa invece sta cambiando.

Non voglio ripetere in questa sede ciò che è già stato scritto dai giornalisti professionisti sulla Stampa Nazionale, cui vi rimando nell’articolo di Repubblica o del Corriere della Sera  o dal grande ex-ministro all’Istruzione Tullio De Mauro che ha incantato l’auditorium col suo intervento (che ha sforato i tempi di 45 m’!)  e che si può vedere nel video di Repubblica. Voglio aggiungere alcune mie riflessioni.

  • Eravamo tutti in una fondazione privata Mondo Digitale il cui fondatore dott. Molina crede nell’importanza dell’educazione digitale per costruire il futuro dei nostri giovani. Sarebbe ora che sia lo Stato ad investire in formazione, innovazione e ricerca. Nessuno era presente, credo, a rappresentare la “Buona Scuola”.
  • Nella presentazione del prof. Maglioni, ho visto foto di scuole indegne di questo nome, con i muri scrostati e peggiori delle scuole degradate del Sud America, come ha fatto notare lui stesso mostrando la foto della classe della sua bambina in adozione a distanza. Ho provato rabbia e vergogna pensando ai soldi buttati in privilegi. Ciò deve cambiare e mi sono sentita fortunata quando ho pensato alla mia Aula Materia, ottenuta quest’anno dopo 15 anni di richieste declinate, con i banchi rossi a isole, e i muri con i poster inquadrati da noi (la collega amica Cristiana Ziraldo ed io, sempre a nostre spese. By the way, ho appena comperato due nuovi poster di Shelley e Keats al museo di Roma per la mia classetta!!!). Mentre presentavo la mia esperienza ero così orgogliosa della foto della mia … creatura!
  • Ho incontrato di persona colleghi, come il ProfDigitale Alessandro Bencivenni, che ho frequentato virtualmente su Twitter e il gruppo Insegnanti 2.0 per due anni. E’ stato bellissimo vedersi in carne e ossa e parlarsi. Questo è il lato sociale della Rete che non isola, come molti ancora sostengono, ma porta a condividere idee, progetti e sogni comuni: il sogno di una scuola inclusiva, innovativa e che capovolga lo status quo di noia e inerzia.
  • Dopo avere ascoltato le presentazioni della mattina, tenute dai docenti universitari prof. Paolo Ferri (con il dott. Morigi) e prof. Mario Castoldi, nonché l’interessante videolezione del Prof. Pier Cesare Rivoltella, sono sempre più convinta che dobbiamo continuare a formarci e a sperimentare ma senza integralismi o fedi in formule magiche viste come panacee ai mali della scuola, perché sul campo, certe formule che sono bellissime nei testi teorici, poco si conciliano con le classi sovraffollate di 29 adolescenti, il digital divide di ragazzi che hanno lo smartphone ma non la consapevolezza di cittadini digitali, le scuole prive di una normativa trasparente e condivisa sull’uso dei social media, le paure di genitori, colleghi e dirigenti sui rischi dell’uso della tecnologia in classe ed infine la frustrazione di noi docenti nella consapevolezza di non potere svolgere al meglio la nostra lezione perché magari il wi-fi non supporta il traffico dati o c’è l’ennesimo crash di sistema.
  • Un punto dolente che mi brucia: anche in questo convegno, la rete non era all’altezza della situazione e non ha supportato le mie attivià interattive. L’ennesima delusione! Tuttavia ringrazio i colleghi che, sebbene non abbiano potuto sperimentare coi loro device, i quiz di Socrative e Kahoot che avevo preparato con tanto impegno e dedizione, mi hanno dimostrato supporto, interesse e hanno tanto applaudito. GRAZIE! E’ esattamente lo stesso supporto dei nostri studenti che, anche quando torniamo a casa frustrati perché la lezione non è andata come avevamo previsto e le nostre aspettative sono state deluse, nonostante tutto, continuano a perdonare le false promesse di uno stato che ci promette fuochi d’artificio e poi mancano i fiammiferi per farli detonare.

Un accorato appello: caro Ministro, dateci scuole con spazi dignitosi – ci pensiamo noi prof a renderli colorati e pieni di suoni e parole. Dateci tempo per formarci e scegliere formazione di qualità – ci pensiamo noi a condividere il nostro Know-Out. Dateci la banda larga, la linea veloce, ci pensiamo noi prof. digitali, aiutati dai nostri ragazzi, a portarci i device che magari già abbiamo, a condividerli, per creare libri, video e fare volare le nostre idee. Non fateci sentire di avere una Ferrari in garage e dovere sempre andare a piedi!

Infine grazie a Maurizio Maglioni, Grazia Paladino, Fabio Biscaro, Susanna Quaranta (cui si deve tutto il lavoro dietro le quinte) e tutti i colleghi e colleghe che mi hanno scritto, per avere condiviso questa giornata.

Qui trovate tutti i video e le slides delle presentazioni!!

IMG_3236 IMG_3239 IMG_3240
IMG_3246

 

Let’s meet the Bard, William Shakespeare

 

shakespeareToday I’d like to introduce you to …. the Bard: William Shakespeare!

I would like to start this post by sharing with you the magazine Gallant Gossip  created by a class of mine some years ago. I’m still so proud of it! Originally it was just printed as a booklet of paper like the copy I showed you in class. Then I created the on-line version. Reading it is a must as it will inspire you all for our next creative writing activity that, as for now, I want to keep secret .

Gallant Gossip by Laura Cimetta

If you’ve asked yourself the question. “Why do we have to study Shalespeare?” here you’ll find some answers. Why study Shakespeare?

  • CHOOSE 3 REASONS write them in your notebook and bring them to class.

Here’s some links on W. Shakespeare http://absoluteshakespeare.com/index.htm or this one http://www.enotes.com/topics/william-shakespeare  From the beginning you’ll see there are TOO MANY TOPICS, related sites and too much info and you’ll feel … totally LOST ! Don’t worry, it’s normal! In order to help you cope with that feeling I have selected some links that will make you save time without feeling overwhelmed. You can plunge into the ocean if you feel like but let’s start surfing the lake! :) Here are my suggestions:

1) Watch Shakespeare ‘s short biography. It gives the key events of Shakespeare’s life and work.

2) Take a short Shakespeare’s Biography Quiz

3) Have  a looK at the houses where he lived: beautiful Images of his properties in Stratford Upon Avon

4) Photos of the Globe theatre: http://www.wfu.edu/~tedforrl/shakespeare/globe.htm and if you like take a virtual tour of it. (The virtual tour requires the free Quicktime plugin for your browser but you can download it from page). It’s like being inside the theatre during a show!

5) If you want to have an idea of how many theatres there were in London look at this beautiful map of all Elizabethan theatres: 

6) In the future, after studying some of his works, should you doubt about the existence of Shakespeare as the dramatist who wrote Shakespeare’s plays read this: How We Know That Shakespeare Wrote Shakespeare: The Historical Facts. There’s also a movie Anonymous that claims he didn’t write his plays.

7) There’s also a beautiful Interactive folio of Romeo & Juliet where you can read his comedy, have explained the difficult words and also listen to it :)

Here’s a funny Video about Shakespeare’s language :)

If you like music this website offers you Shakespeare’s works through music. 

Let’s end this post with Shakespeare’s … dating tips so that you can get ready for your St. valentine’s day :) If you register you can also do the activities (multiple choice ex. ) on the video here. Enjoy!

EXTRA WEBLIOGRAPHY:

  1.  a list of the 13 words you didn’t know were invented by Shakespeare!
  2. 60 second Shakespeare’s plays
  3. Interactive Shakespeare
  4. Tudor’s dressing game