Dystopia & 1984

DYSTOPIA ( Oxford Dictionary) An imagined state or society in which there is great suffering or injustice, typically one that is totalitarian or post-apocalyptic.

TASK 1. Watch the TedEd video HOW TO RECOGNIZE A DYSTOPIA and answer its questions. The genre of dystopia – the ‘not good place’– has captured the imaginations of artists and audiences alike for centuries. But why do we bother with all this pessimism? Alex Gendler explains how dystopias act as cautionary tales – not about some particular government or technology, but the very idea that humanity can be molded into an ideal shape.https://ed.ted.com/on/0QIQs57E

I want to start this new literary journey quoting from an article by the New york Times, Orwell’s “1984” and Trump’s America: Orwell saw, to his credit, that the act of falsifying reality is only secondarily a way of changing perceptions. It is, above all, a way of asserting power.” If you read the article now, you’ll find most of its references and deep sense pretty obscure. Well, that’s understandable because or if you haven’t read the novel. Still, that’s the reason why it’s now a must to become familiar with this milestone of literature. At the end of this module, when you read the article, you’ll become aware of its hidden meanings and the importance and  role literature plays in our daily life. I call it CRITICAL THINKING, the only antidote to tyranny.

See you in class next Tuesday to enter the new dimension.

BLOGGISH IS BACK

Per imparare una lingua straniera, come nello sport, ci vuole allenamento e fatica. Ma se avviene il miracolo si può volare in alto!!

Come molti avranno notato Bloggish si era preso un periodo di pausa in quanto ha avuto dei problemi di hacking. Tutto è accaduto in un momento già difficile di per sé cioè poco dopo la morte di mia mamma in Dicembre, ma è sempre così nella vita in fondo … “di icing on the cake” la ciliegina sulla torta. Mi sono sentita vulnerabile. Non mi importa sapere chi e come ciò sia accaduto anche perché un sito educational di nicchia come il mio non credevo potesse interessare molto ma evidentemente mi sbagliavo e le logiche che stanno dietro a tali attacchi – diretti agli Host o a singole persone, su larga scala o come esercizi di giovani nerd che non hanno di meglio da fare – mi sono completamente estranee. Adesso ho imparato molte cose e sono supportata da chi fa questo di lavoro.

Ho ricevuto mail da colleghe di tutta Italia che mi seguivano e ringrazio del supporto, stima e amicizia che mi è stata dimostrata. Ho anche pensato, in un momento d’ira e sconforto, di mandare tutto al diavolo e non proseguire su questa strada. Poi le mail ricevute mi hanno fatto riflettere. C’è una gran parte della mia VITA qui in questo Blog, ci sono le ore passate a fare ricerca di materiali e a studiare, a leggere i commenti degli studenti, a migliorarlo e cambiarlo, come questa ultima versione con le mie foto scattate nell viaggio in Islanda. Ci sono le mie sconfitte, i corsi di aggiornamento, le ore di formazione, i video realizzati dagli studenti e da me. Una mia carissima ex-alunna mi ha scritto a Gennaio preoccupata perché per una tesina all’università aveva bisogno del post su Mary Shelley e … “OMG prof, non c’era più … era scomparso! Adesso come faccio?”

Sapete, ho cominciato ad usare il web nell’insegnamento dell’inglese nel lontano 1997 con un mio sito educational su digilander (scomparso). Nel 2004 mentre vivevo a Dublino ho tenuto un Blog “rairish” e mi è cresciuta la passione. Poi nel 2006 ho iniziato a pubblicare un Blog educational grazie al programma iWeb del mio meraviglioso Mac. Era bellissimo creare i post in modo immediato pur non essendo una esperta di informatica (sebbene munita di patente ECDL!!) Questa era la mia Home Page.

Nel 2012 improvvisamente la Apple dismise l’iWeb e i siti su Mac.com/me.com. Fu una grande delusione e così approdai a Worpress, che uso tuttora, e ad Host americano (ora abbandonato). La passione per l’utilizzo della tecnologia e di didattiche innovative non mi è mai passata. 

L’anno scorso ho avuto il piacere e la grande emozione di essere stata invitata da Jon Bergmann (il guru, l’ideatore e leader della Flipped Classroom ora diventata Flipped Learning) a condividere la mia esperienza di insegnante che utilizza la modalità capovolta nell’insegnamento della Letteratura Inglese in Lingua 2nel corso The Flipped Learning 3.0 Lesson Planning Specialist Certification dove tratto il modulo Planning Intentionally with Bloom’s Taxonomy. Sono molto orgogliosa di avere potuto condividere la mia esperienza con colleghi madrelingua e non di tutte le nazioni e specialisti di tutte le materie. Io ero l’unica italiana 🙂

Mi piacerebbe molto pensare che uno studente riguardi un giorno un suo commento lasciato 5 anni fa, o più, e riscopra dei bei ricordi dimenticati o si renda conto di quanto è stato fatto in questi anni e dei progressi e miglioramenti realizzati. Si parla spesso male della scuola Italiana e quando ci sono delle eccellenze si considera ciò normale o si ignorano gli sforzi profusi nel tentativo di innovare la didattica. So che per molti l’impegno che un Blog richiede è stato ed è un peso ma basta che ci siano quei pochi studenti che lo apprezzino, lo ricordino e si ritrovino in esso, dopo la fine del Liceo, che il suo scopo è stato raggiunto. E’ solo uno dei tanti modi di imparare usando la tecnologia e condividendo quanto fatto. Come richiesto dalle competenze chiave del 21 secolo.

Comunque vada la mia futura carriera credo che comunque questo spazio seguirà la mia evoluzione in un senso o nell’altro. Ci sono affezionata al mio Blog e … ho ancora tanto da fare, imparare e migliorare. WELCOME BACK to MY LIFE AS A TEACHER OF ENGLISH AS A SECOND LANGUAGE in a Liceo in the North East of Italy 🙂 This blog is meant to HELP YOU LEARN!

Le foto dell’ header sono stata scattate da me in Islanda e vorrei che quei sentimenti di libertà, meraviglia e felicità davanti alla Laguna Jokulsarlon o al ghiacciaio Ghiacciao Fjallsárlón mi cogliessero ogni volta che lo aggiorno o sfoglio le sue pagine.