2M podcast. Interviews to an alien.

This activity was just soooooo much FUN! In classe abbiamo letto la bellissima SHORT STORY by Margareth Atwood “Meeting the Martians” dal testo in adozione.(Performer Zanichelli). Come home assignment gli studenti potevano scegliere tra un commento sul racconto, immaginare come sarebbe stata la vita dei Marziani sulla terra oppure discutere se sarebbe davvero possibile uno sbarco sulla terra degli alieni, come e perché (questo non è stato scelto da nessuno).martiansIn classe, all’inizio della lezione successiva, in gruppi di 4 si sono scambiati i loro commenti e ipotesi. A quel punto avevo pensato di rendere l’attività più “comunicativa” chiedendo loro di fare “role play” e intervistare un marziano. Non sono mancati i volontari per impersonare l’alien 🙂 Senza scrivere il dialogo e quindi senza leggere ma improvvisando oralmente, ho detto loro che li avrei registrati in un PodCast. Che paura e imbarazzo!  Così un gruppo alla volta, mentre gli altri, believe it or not, seguivano in un magico silenzio –  tranne qualche comprensibile risata che ci stava – ha improvvisato l’intervista mentre io col mio iPad registravo con Speaker.

Siete stati bravi come primo esperimento; in 10 minuti avete immaginato, provato e poi registrato. Ci sono degli errori, lavorandoci su diverrebbe perfetto ma me piace così, naturale 🙂  E quando verrà a trovarci un Alien … saremo pronti!!

aliensLe vostre interviews nell’ordine di registrazione.





Lasciate il vostro commento sull’attività grazie 🙂

My Innesfree 2M

Voglio condividere con voi un momento di gioia e un’attività riuscita (Blended, Flipped? who cares!). Se sento ancora dire che i ragazzi di oggi “non leggono, non sono sensibili e non scrivono” urlo. Alla mia seconda linguistico ho chiesto, dopo avere ascoltato e letto la poesia di W.B.Yeats “The Lake of Innesfree

(testo Zanichelli Performer) e avere creato apposito Padlet, di descrivere il loro Innesfree – un luogo dove fuggire per ritrovarsi – ed ecco cosa hanno prodotto. In classe è stato emozionante sentirli leggere e applaudire tutti i compagni; ognuno aveva contribuito in base a quanto “poteva” fare (per livello linguistico, modo di essere e sentire). E ho lodato tutti, nel rispetto della diversità. Non tutti sono poeti, chi ama di più disegnare, suonare, correre, e questa diversità ci rende unici. Sono felice di essere una prof! E’ questa la scuola in cui credo, dove ognuno può esprimere i suoi sentimenti ed emozioni. Ah, se ci sono errori, beh li ho lasciati perché nemmeno li ho visti!
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Infine, ho scoperto che il cantautore Angelo Branduardi ha realizzato l’album ‘Branduardi canta Yeats’ del 1986. Ecco Innesfree in italiano.

Beh, ho scritto in italiano perché magari spero che questi lavori li guardino anche i genitori e che condividano i progressi dei loro figli e apprezzino quello che si fa a scuola. Di solito i ragazzi quando tornano a casa e chiedono loro “Cosa avete fatto oggi?” la risposta è “Niente”. Spesso inoltre, per pudore o modestia o semplicemente perché sono adolescenti e scappano da noi adulti,  i ragazzi non mostrano nulla a casa e si chiudono in camera con le cuffie e la musica nella testa. Ma poi comunicano quando vogliono eccome, vero? E di cose da dire ne hanno! E dobbiamo tutti esserne orgogliosi.

Aggiungo un’ultima cosa che ha mi detto una mia alunna con gli occhioni pieni di stupore, col sorriso sempre solare e l’entusiasmo di una forza della natura (anche se fa errori di grammatica che fanno cotanto inorridire altri prof!) quando ho ringraziato loro perché ero felice e quando hanno applaudito al mio piccolo contributo iniziale (perché anche la prof deve mettersi in gioco e scoprirsi come loro): “Prof, ma queste cose le facciamo solo con lei! Perché non insegna ai suoi colleghi?”. Ho sorriso molto imbarazzata e mi ha fatto molto riflettere. E’ vero, sono formatrice PNSD ma in fondo, ho capito che ancora preferisco dedicare le mie ore di lavoro ai miei ragazzi, a preparare lezioni che emozionino, ad aggiornarmi, a leggere ciò che scrivono (quante ore!!), ad ascoltarli parlare quando hanno solo bisogno di qualcuno che “ascolti senza giudicare”. Questo ho capito di me, non posso fare troppe cose a scapito della qualità del lavoro “in classe”, ma forse l’avevo sempre saputo. Scusate, torno a vedere i digital objects di un’altra classe.

Well done my babies 🙂

cimy