Flipped classroom

Oggi dopo avere preparato le lezioni con entusiasmo visto che il domani ho accesso alla a LIM o lavagna interattiva e quindi è una festa per me, dopo la passeggiata con Kobe e la lettura dei giornali italiani e stranieri (online of course!) mi prendo un po’ di tempo per riflettere nella mia stanza virtuale.

Vorrei chiarire cosa si intende per FLIPPED CLASSROOM o “classe rovesciata“. La classe rovesciata è un modello di insegnamento in cui il “compito per casa” assegnato allo studente consiste nella tradizionele “spiegazione” ma vista FUORI dalla classe in un “vodcast” o VIDEO PODCAST cioè un video creato dall’insegnante e messo a disposizione degli studenti online – via mail o inserito nel Blog o in una classe virtuale; in alternativa si può usare un video già presente in rete sull’argomento trattato, cosa utilissima per noi insegnanti di lingua straniera in quanto possiamo avvalerci di materiale autentico con parlanti nativi e diversi accenti. Lo studente quindi si guarda la lezione (dove, come, quante volte  e quando preferisce) e il giorno seguente IN CLASSE il tempo che una volta era dedicato alla correzione dei compiti assegnati, viene dedicato alla risposta di domande, soluzione di problemi, esecuzione di esercizi, discussione di tematiche o lavori di gruppo. Ho trovato alcune immagini che chiariscono visivamente: 

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E’ ovvio che anche tale metodologia presuppone alcuni  elementi imprescindibili e irrinunciabili per il successo di una lezione e del processo stesso di apprendimento: 1) la passione e convinzione del docente sulla validità del metodo;  2) la preparazione accurata di contenuti, tempi di esecuzione ed attività;  3) l’impegno e la fiducia degli studenti. Tale modello si inserisce nel più ampio approccio di  BLENDED LEARNING  apprendimento misto o apprendimento ibrido, cioè ad un mix di ambienti d’apprendimento diversi dove lo studente ha un ruolo attivo e non passivo. Secondo la definizione di Wikipedia “esso combina il metodo tradizionale frontale in aula con attività mediata dal computer (ad esempio e-learning, uso di DVD, ecc.) e/o da sistemi mobili (come smartphone e tablet). Secondo i suoi fautori, la strategia crea un approccio più integrato tra docenti e discenti.”

Questo articolo in inglese preso dall’online community Edutopia chiarisce i pro e i contro di tale metodologia. Pro & Con of the Flipped Classroom.

Personalmente, poichè credo sempre meno nella lezione frontale e nella sua validità con i “nativi digitali”  e da anni la uso pochissimo o al massimo per introdurre con presentazioni un autore o un argomento e mai per più di 10/ 20 minuti (comprensivi di immagini, video e lezione dialogata), vorrei aumentare e incrementare l’uso della flipped classroom; nutro però alcuni dubbi nella consapevolezza che se resta utilizzata solo in una materia la sua ricaduta educativa sia limitata e talvolta anzi controproducente in quanto può generare confusione nei ragazzi e collisione con i metodi più tradizionali usati nelle altre materie. Posso inoltre affermare che qui in Italia o almeno a Pordenone dove vivo io, c’è ancora il digital divide ovvero il divario digitale tra gli studenti che in famiglia hanno accesso alle tecnologie digitali più avanzate e quelli che ne sono esclusi in modo parziale o totale. Questo fattore infatti è uno dei difetti della lcasse rovesciata e si applica anche alle strutture inadeguate di certe istituzioni scolastiche. Sull’argomento e sulle sue cause non mi soffermo in quanto c’è ampia letteratura al riguardo.

Si sottolinea la necessità di differenziare le attività e il senso di frustrazione e sopraffazione del docente che con i metodi tradizionali deve omogeneizzare la lezione, creando studenti annoiati (i più veloci e con livelli avanzati) e altri invece in difficoltà senza un recupero efficace. IL 90% del tempo della lezione tradizionale era dedicato alla spiegazione uniforme senza mai poter dedicare tempo sufficiente al recupero e alle esigenze dei singoli studenti. Con la classe capovolta gli studenti seguono i loro tempi di apprendimento, si autoregolano cioè. In classe i gruppi hanno assegnate loro attività diverse e si dedicano all’applicazione di contenuti individualizzati. Ecco che  tutti gli studenti sono così impegnati e seguiti dal docente che può lavorare in modo efficace tra i gruppi con abilità diverse.

Le scuole di oggi non devono più  essere organizzate come catene di montaggio. Sottostiamo già a  tempi poco flessibili scanditi dal suono della campanella, quando nel mondo e nella vita reale si richiede sempre di più flessibilità. Dobbiamo iniziare ad educare i nostri ragazzi a lavorare in gruppi, a collaborare in base alle loro capacità ed interessi, non soltanto in base all’età anagrafica. Mi duole dirlo ma noto spesso che nel corso degli studi superiori i ragazzi sembrano perdere la loro creatività. Io non voglio ragazzi che rispondono alle mie domande, voglio studenti che le domande se le pongono, me le pongono. E che magari trovano essi stessi la risposta on-line o all’interno del gruppo. Ovvio che l’insegnante deve abbandonare il ruolo di unico trasmettitore delle conoscenze ma deve mettersi in gioco, farsi organizzatore e  facilitatore pronto a imparare cose nuove. Questo è fantastico e mi invoglia a crederci 🙂

Concludo con un video molto chiaro sulla Flipped Classroom.

E riassumo con un video What is a Flipped Classroom in 60 seconds.

FLIPPED CLASS SESSION

Flipped-Classroom-table

21 thoughts on “Flipped classroom

  1. Grazie, veramente scorrevole e chiaro. Sebbene, a diversità di te, io non utilizzi la “filosofia” flipped classroom in tutte le sue potenzialità (devo farmi le ossa!), condivido il tuo entusiasmo, ma anche le tue titubanze. Come ben sai io uso il blog o la lavagna interattiva, assegno attività sul blog, ma spesso mi trovo ad essere “schiacciata” dalla mole di lavoro sia di preparazione che di feedback: come venirne fuori? Hai dei consigli? Poi, come ben tu enfatizzi, se pochissimi colleghi del tuo consiglio di classe usano le tecnologie per promuore l’apprendimento indipendente nonchè potenziato degli allievi, spesso l’insegnante di lingua viene vista come la “diversa”, con connotazioni negative ovviamente.
    Ciao e grazie.
    Cristiana

    • cara Cris,
      sempre meglio discuterne a voce ma mi fa piacere tu abbia letto il post. I In realtà io ho “iniziato” a implementare questa metodologia con la quinta dell’anno scorso ma voglio sperimantarla meglio con la quinta di quest’anno che è più tecnologica. Come fare con la mole di commenti del Blog? Consiglio del mio mentor Craig di Harvard ” si leggono e si risponde solo ai primi 5 o 10 che scrivono!” Ovviamente c’è un bonus per chi scrive prima ed elabora pensieri critici originali e appropriati ;).
      In fondo si è sempre soli a sperimentare cose nuove ma se non facessi così mi sentirei morire. C’è chi scala nuove montagne, scopre nuovi sentieri, naviga in nuove acque e chi è felice a stare a casetta e a guardare il mondo dalla finestra o alla tv. Il mondo è bello nella sua diversità, purchè ciò non diventi una limitazione della mia libertà e del diritto all’inovazione didattica che hanno i ragazzi.
      Vado a cucinare 🙂

      • Grazie del suggerimento. A voce mi dirai di più! Ciao.

  2. Secondo me é un idea originale ed efficace. Come lei ha detto nel suo commento sotto e che condivido molto é che gli studenti hanno il diritto all’innovazione didattica. Il mondo si sviluppa ogni giorno sempre più e se la scuola, che é una delle più importanti fonti di istruzione, restasse indietro, sarebbe un po un controsenso. In una materia linguistica questo metodo puo essere utilissimo perché ognuno di noi come é riportato sul post ha dei suoi tempi di apprendimento. Secondo me si potrebbe espandere in altre materie soprattutto quelle umanistiche perché si puo dare più spazio allo spunto e al pensiero dello studente in quanto in classe si dedica il tempo a parlare e a discutere dell’argomento e non più come prima dove in classe bisogna apprenderlo :))

    • Speriamo che chi ha tempi di apprendimento più lunghi abbia la pazienza di applicarsi anche senza il prof in classe col … mitra 😉 Just Joking…

  3. Sicuramente si tratta di una buona idea, positiva e progressista, ma credo che per qualche anno non si potrà fare altro che sperimentarla ogni tanto (almeno nel nostro Paese).
    È assolutamente interessante il fatto che uno studente possa “imparare da solo”, perché oltre a dare la possibilità di usare tutto il tempo necessario, permette agli studenti con maggiori difficoltà di ottenere una gran soddisfazione, quando invece nelle moderne classi, vedendo gli altri che capiscono prima certi concetti, possono sentirsi lasciati indietro.
    E anche gli insegnanti (o almeno alcuni) si sentirebbero più motivati, avendo la responsabilità di fornire materiale per l’apprendimento prodotto da loro stessi, invece dei soliti libri uguali per tutte le classi di tutte le scuole. Inoltre un insegnante potrebbe anche mettere a disposizione il proprio materiale per studenti di altre classi che vogliano confrontare cosa imparano dai loro professori con quello insegnato da altri, impedendo in questo modo che l’istruzione diventi “soggettiva”, cioè diversa da professore a professore (magari un insegnante ha studiato o è appassionato più di un argomento e quindi tende a farlo studiare di più anche ai suoi studenti).
    Le controindicazioni però non mancano: avremmo bisogno di una completa rivoluzione sul modo di preparare gli insegnanti. Inoltre i professori poco motivati o interessati si scoverebbero subito, dato che nella flipped classroom serve molta passione e impegno da parte dei docenti, e questo porterebbe a una drastica diminuzione del numero di insegnanti.
    Tralasciando le difficoltà tecnologiche, sempre presenti nel nostro Paese, va detto che questo metodo si adatta meglio a certe materie invece di altre: sicuramente per le lingue straniere è una modalità di insegnamento perfetta, così come si presta molto bene anche alle materia umanistiche. Nell’ambito scientifico, invece, e in particolare per la matematica, il passaggio dalle moderni lezioni alla flipped classroom credo sia più complicato, essendo quasi impossibile spiegare un concetto solo a parole o con formule scritte su uno schermo. Credo che la spiegazione di un insegnante, almeno per la matematica, sia ancora fondamentale.
    Ovviamente va sempre considerato anche il fatto che al mondo esistono molte persone a cui non piace studiare con la tecnologia e che quindi si troverebbero svantaggiate, o altre che non se lo possono permettere.
    Concludendo, prima di avviare un progetto che porti tutte le scuole o gran parte di esse ad attuare questo modello di insegnamento, avremmo bisogno di radicali cambiamenti nel nostro sistema educativo, che richiedono molti soldi e molto impegno: non proprio il meglio in un periodo come questo.

    • Filippo grazie del lucido commento comunque lo studente non dovrebbe essere lasciato “da solo” ma guidato in modo diverso. E certamente il materiale è a disposizione di qualsiasi studente è nello spirito del CONNECTIVISM, un pò come la filosofia Ubuntu di LInux e Open source softwares. Inoltre ogni metodo di insegnamento è valido se coerente e OGNi metodo credo sia destinato al fallimento se non supportato dalla … PASSIONE, TANTA! Sulle persone cui non piace la tecnologia concordo ma siamo nel21 secolo e il vostro futuro non può in alcun modo prescindere la essa, quindi la scuola ha il dovere di farsene carico.
      Chissà magari i tuoi figli un domani leggeranno questo blog e … sorrideranno.

  4. Sono d’accordo e a favore di questa idea, l’unico problema che mi viene da pormi è il fatto che lavorare da soli e nn con il proprio insegnante potrebbe portare ulteriori difficoltà a chi magari ne ha già in classe.
    Soprattutto se si tratta appunto di ascoltare altre persone con accenti diversi e madrelingua potrebbe essere difficile e penalizzare chi appunto ha queste difficoltà.. È anche vero che potrebbe ascoltare infinite volte e alla fine capire ugualmente(mi riferisco alla sua materia).
    Comunque per il resto e un idea valida che sarebbe bello poter applicare in tutte le materie dove possibile 🙂

    • Chiaramente la difficoltà dei video, magari con subtitles, è una “scelta” didattica del docente.

  5. Io penso che l’idea della classe rovesciata sia una cosa grandiosa poichè si guadagnerebbe tantissimo tempo in classe per domande, curiosità, approfondimenti, esercizi e spiegazioni di argomenti poco chiari. Penso inoltre che sia utile perchè se un ragazzo sta male e salta molte lezioni in classe è difficilissimo recuperare, soprattutto in quinta che siamo sormontati di lavoro da svolgere, invece con la flipped classroom da casa può seguire le lezioni come tutti gli altri studenti e tenersi a passo.
    Inoltre penso che la classica lezione frontale sia molte volte (per non dire quasi tutte le volte) noiosa quindi scambiarla con video e letture sul web penso sia una grandissima conquista per gli studenti e anche per le insegnanti perchè avranno più partecipazione e quindi di sicuro più risultati.
    Ovviamente per capovolgere la classe bisogna avere anche studenti responsabili che leggano tutto e guardino i video fino in fondo. Io ce la metterò tutta.
    Arrivederci a domani 🙂

    • sante parole sulla responsabilità degli studenti che comunque vale per qualsiasi metodo di insegnamento e apprendimento 😉 Grazie Giovanni

  6. È un’idea che mi piace molto. Penso sia molto utile soprattutto per chi magari se la cava senza troppi problemi nella grammatica o nello scrivere, ma trova difficile lo speaking e il listening. In questo modo a scuola ha la possibilità, anche con l’aiuto dell’insegnante, di parlare e ascoltare i compagni, condividere idee ed essere aiutato qualora abbia qualche difficoltà, in un rapporto appunto di “uno a uno” come viene spiegato nel video. Inoltre l’alunno può ascoltare il video anche in madrelingua e soprattutto tutte le volte di cui ha bisogno. È anche interessante il fatto che l’alunno ha una certa responsabilità verso il proprio apprendimento e credo sia una soddisfazione pensare alla fine di esserci riusciti.
    Certo ha degli aspetti negativi: chi ha qualche difficoltà dovrà spendere maggior tempo (anche se penso sia comunque tempo speso bene e, nel caso in cui non capisca qualcosa, può chiedere all’insegnante un chiarimento la lezione successiva) e poi sono dell’idea che, però, questo metodo non possa essere sfruttato in tutte le materie, soprattutto contemporaneamente, perché alla fine accadrebbe che l’alunno passi tutto il pomeriggio davanti al computer per studiare. Penso che le materie che si adeguano di più siano le lingue straniere e le materie umanistiche; per le materie scientifiche penso che delle lezioni dedicate a fare solo esercizi in gruppo con il prof che passa per i banchi a dare una mano dove serve sarebbero molto utili, però allo stesso tempo (come ha detto anche Filippo) credo sia troppo difficile capire formule e definizioni semplicemente dallo schermo, ci sarebbero troppe domande sui procedimenti la lezione dopo a mio parere.
    In conclusione posso dire che trovo sia giusto sperimentare questo metodo nelle ore di inglese poiché è uno studio più attivo, più coinvolgente e vicino alle esigenze di ogni singolo alunno. In più penso che possa aumentare la curiosità, perché, essendo già collegati a internet col computer, nel momento in cui si incontra qualcosa che non si conosce, viene voglia di saperne di più e quindi fare una mini ricerca, solo per cultura personale, cosa che a scuola è impossibile da fare e quando poi si arriva a casa nel pomeriggio ci si è già dimenticati.

    • E’ vero ciò che dici ma in fondo anche ora non è che avete tutti i pomeriggi tanti assignments per oGNI materia del giorno dopo. Chiaramente ci si deve sincronizzare e lavorare in team tra colleghi e con gli studenti. Sulla matematica non commento ma sottolineo che i video che ho visto e i prof di matematica che ho conosciuto e la usano registrano loro stessi i video o fanno screencasts.

  7. la classe rovesciata rispetto alla lezione tradizionale è un metodo di apprendimento alternativo ed interessante che per noi giovani dell’era digitale risulta meno noioso e più stimolante. L’idea di apprendere interattivamente tramite video, blog, giochi ed esercizi sul computer risulta più divertente e più stimolante, magari potrebbe comportare anche un miglioramento dei voti, causato dalla diminuzione delle ore trascorse seduti fermi ad ascoltare e dal conseguente aumento delle ore passate a discutere in classe e conoscere in modo alternativo( sempre tramite filmati ecc, che non siano la solita cassetta o documentario) i più vari argomenti. Giudicando questo metodo gli unici difetti che ho trovato sono: l’impossibilità di applicare questo metodo per chi non ha un computer a casa o, per i più tecnologici uno smartphone o un ipad,e last but not least perchè chi in inglese ha difficoltà già in classe con l’insegnate a casa , da solo, troverebbe ancora più difficoltà. nonostante questi due problemini il metodo sembra davvero valido e sono sicura che funzionerebbe se in Italia ci fosse il livello di tecnologizzazione che c’è negli Stati Uniti.. questo è un’augurio che faccio quindi per le future generazioni che magari faranno lezione con ipad e con il wifi della scuola =)

    • Il “digital divide” tra chi ha la tecnologia a casa e chi non ce l’ha è un problema REALE che negli USA stanno cercando di superare offrendo supporto nei locali della scuola per chi vuole fare lì i compiti.

  8. Buongiorno:),
    beh, devo dire che la breve introduzione fatta in classe a proposito della “flipper classroom” non mi aveva entusiasmato più di tanto, o almeno non aveva attirato in modo significativo la mia attenzione, tanto che stavo per dimenticarmi persino di guardarne i video e leggerne le info per capire meglio.
    questa cosa ha funzionato, e ci sono alcuni punti interessanti che metterei a favore di questo metodo:
    – il vedere per la prima volta nuovi programmi e lo scoprire cose nuove in completa autonomia permette, a mio parere, un approccio di oltremodo maggior interesse questo per una serie di motivi (in classe non avevo voglia di ascoltare perché posto in quel modo l’argomento sembrava monotono, non vale la pena seguire se poi altri ragazzi arrivano prima di me ai concetti quindi il mio sforzo per essere partecipe non è valso a nulla= demoralizzazione, non ho capito abbastanza bene il concetto ma vedo che per gli altri e’ così, quindi per non costringere tutti alla revisione non ne chiederò spiegazione, e così via…)
    – poi e’ anche vero che ognuno di noi avendo menti, attitudini, qualità differenti soffermerà la sua attenzione su punti diversi del materiale conoscitivo su particolari argomenti, quindi potrebbe avvenire in classe un piacevole scambio dei punti più interessanti scoperti e arrivare in un certo senso ad un quadro più ricco e completo che non con la c tassativa ora scolastica di lezione frontale.
    Speriamo di riuscirci, ma sicuramente vale la pena tentare:)

  9. Copio il commento inviatomi da FEDERICA via mail.
    “Secondo me la “classe rovesciata” è un idea molto innovativa e ingegnosa! È innanzi tutto stimolante per gli alunni che, grazie allo stacco di video, immagini e varie tecnologie, non si annoiano come sarebbe in una tipica lezione frontale; inoltre le immagini e i video, almeno per me, rimangono piu impresse nella memoria e quindi sono più facili da assimilare e memorizzare le nozioni. Il fatto che si svolga il lavoro a casa è utile per chi non riesce a capire al primo colpo le cose e quindi può prendersi tutto il tempo che vuole ma è allo stesso tempo un aspetto negativo perché non supportato da un insegnante…ma può sempre chiedere aiuto in classe il giorno seguente oppure via mail vista anche sempre la sua disponibilità, che da parte sua non è mai mancata. Inoltre così non si perde tempo prezioso in classe che invece viene sostituito dal discutere e parlare sotto la sorveglianza dell’insegnante in modo così da essere a fine anno più pronti anche sul campo verbale. Un’altra cosa è che secondo me si adatta per questa materia e basta…le altre materie non ce le vedo, forse perché con lei abbiamo sempre comunque avuto un approccio diverso e aperto alle tecnologie mentre in altre materie no. Invece parlando di aspetti negativi penso che sia quello che lo studente passi troppo tempo davanti al computer però è anche vero che la nostra generazione lo è sempre, così almeno lo spenderebbe bene invece che inutilmente e fa bene anche per imparare dei consigli in campo tecnologico che possono sempre tornarci utili.
    A domani 🙂

  10. Salve a tutti
    Secondo me la “flipped classroom” è un’ottima idea. Sono d’accordo con tutti gli aspetti positivi che hanno detto i miei compagni. E’ fantastico il fatto di poter vedere il video quante volte voglio (e in più giorni) e quando voglio, questo permetterà sicuramente una migliore assimilazione. Certo per far funzionare questo sistema ci deve essere uno sforzo notevole da parte della nostra prof  e tutti noi studenti dobbiamo essere sistematici nel studiare e nel vedere i video perché l’attività ne risentirebbe parecchio.. Ma noi non interesserà questo perché siamo super produttivi ;). Per finire io dico di provare e vedere come va.
    Adios

  11. Io ritengo la flipped classroom un’idea, per lo meno in Italia, molto innovativa. Sicuramente questo metodo di studio, diverso da quello abituale, genera un interesse superiore nei ragazzi che non sono più soggetti a noiose lezioni frontali ma possono, ognuno con il proprio ritmo, cogliere ogni dettaglio della lezione che l’insegnante pubblica nel sito o nel blog. Queste lezioni, se sviluppate al meglio (non sono consapevole di quale questo modo sia), porterebbero gli studenti ad un livello infinitamente superiore a quello che risulta essere la loro istruzione attuale. Mi spiego meglio: se ogni studente guardasse il video, potremmo essere sicuri che l’attenzione posta nel farlo sia superiore a quello che sarebbe stata durante una lezione frontale in classe; si avrebbe dunque un rendimento superiore degli studenti dovuto semplicemente al fatto di essere liberi di gestire il tempo.
    Il fatto di utilizzare l’orario scolastico per verificare i possibili e ben probabili dubbi degli studenti, andrebbe perfettamente in linea col progetto, in modo da non eliminare la parte pratica che oggi è spesso sola prerogativa dei pomeriggi degli studenti ma anzi di renderla un bene comune, accertandosi in tal modo che tutti abbiano compreso il significato della lezione e sappiano metterne in pratica a pieno quegli insegnamenti.
    Ci sarebbe, a seguito dei compiti svolti in classe, sicuramente molto più tempo libero durante la mattinata e quindi più spazio per il dialogo ed il dibattito, attività spesso sacrificata nelle scuole italiane che però porterebbe ad un notevole miglioramento individuale e a lungo tempo sociale. Avremmo più tempo per lo scambio d’informazioni non solo tra docente e studenti ma anche e soprattutto tra gli stessi studenti.

    E’ evidente che quest’attività ha un potenziale altissimo per quanto riguarda l’apprendimento e non solo. La problematica che non va sottovalutata, ma anzi, deve essere tenuta in grande considerazione consiste nel fatto che ciò si possa verificare solo se sviluppato al meglio.
    Consideriamo ad esempio due problemi. Il primo riguarda gli studenti e non solo. Ma da sempre l’individuo è spinto ad ottenere il più possibile con la minor fatica, questo è ciò che getta le basi dello sviluppo umano, è quindi evidente che se uno studente che si trova a dover svolgere un’attività così intensa in completa autonomia difficilmente perdurerà con lo stesso impegno per tutto il suo ciclo scolastico, ma anzi la sua attenzione ai video andrà scemando di giorno in giorno, tornando in questo modo allo stesso risultato prodotto dalle lezioni frontali. Una possibile soluzione potrebbe essere applicare questo metodo ad intervalli più o meno regolari tra le lezioni frontali, cosicché lo studente non ci si abitui (mi rendo conto della difficoltà di ciò che dico).
    Un altro problema consiste nella lunghezza dei video. Se ogni video dura trenta/quaranta minuti (lunghezza media di una lezione senza interruzioni) e per ogni materia lo studente dovrà vedere un video, sarà piuttosto facile prevedere l’insuccesso di tale attività, dovuto dal semplice fatto che lo studente o vedrà i video che più gli interessano con maggiore attenzione o li vedrà tutti quanti ma a salti, o ne vedrà solo alcuni, col risultato di tralasciare per mancanza di tempo alcune materie.
    Questi sono i due problemi che a primo avviso mi sono sorti, non dobbiamo dimenticare che tale lavoro occuperebbe moltissimo tempo anche agli insegnanti che non sempre sono così disponibili (ma questo è un problema che preferisco non trattare).

    Vorrei concludere chiarendo la mia posizione a riguardo.
    Io sono favorevole a sperimentare l’attività, sono anzi ansioso di sapere come la svilupperemo e poterne ricavare i sicuri vantaggi. Credo comunque sia necessario parlarne ancora un po’ in classe con tutti quanti per definirne i dettagli 

    • “Una possibile soluzione potrebbe essere applicare questo metodo ad intervalli più o meno regolari tra le lezioni frontali, cosicché lo studente non ci si abitui (mi rendo conto della difficoltà di ciò che dico).” Ottimo consiglio e riflessione che colgo appieno 🙂
      I video ovviamente non durano mai così a lungo, i tempi di attenzione non vanno mai oltre i 20m’.

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